I cambiamenti che si sono verificati a livello planetario nel 2020 hanno costretto, anche i più irriducibili difensori dello status quo, o coloro che difficilmente sono disposti a cambiare, a rivedere tutto: da un diverso stile di vita, a un modo di pensare, di fare, organizzare o pianificare completamente diverso, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
In meno di un anno abbiamo modificato abitudini sociali lunghe quasi un secolo: dai modelli di consumo e stili di acquisto, alle scelte di viaggio e turismo e intrattenimento, agli stili di insegnamento e apprendimento, compresi i modelli didattici e pedagogici, per non parlare di quelli lavorativi che sembravano intoccabili. Purtroppo non sempre in bene.
E se lo avessimo saputo? O se ci fossimo dedicati a pensarci, che so, qualche anno prima e ci fossimo preparati per tempo?
I problemi che la pandemia ha rivelato agli occhi di tutti, senza distinzione di reddito, istruzione o interessi particolari, li conosciamo da almeno 60 anni.
Non si può più rimandare: è tempo di rivedere anche le capacità e le competenze umane, di rivalutarle e svilupparle, se non addirittura di ri-scoprirle.
L'Italia già nei mitici anni '60, per prima in Europa, muoveva i fili per lavorare su una sensibilizzazione alle criticità demografiche che, si sapeva già, sarebbero arrivate.
In questa intervista del 1973 di Piero Angela ad Aurelio Peccei — fondatore nel 1968 del Club di Roma — ci sono già i riferimenti alla complessità attuale, al pensiero sistemico come elemento di conoscenza utile per creare visione e strategia sul futuro, al peso della demografia per la sostenibilità dello sviluppo umano sul pianeta e altro, tutti temi con i quali adesso abbiamo a che fare senza possibilità di rinviarli, che sono esplosi in tutto il loro peso evidenziando fragilità planetarie conosciute, da gestire, adesso sì, con urgenza.
La Futures' Literacy (FL) è la capacità che consente agli uomini di prepararsi ai cambiamenti in arrivo, quelli vicini e quelli lontani.
La buona notizia è che si può apprendere, anzi, è una capacità che già possediamo, dobbiamo esserne consapevoli e allenarci ad utilizzarla.
Se ne parla in termini di alfabetizzazione — esattamente come per le capacità di imparare a leggere e scrivere, le competenze indispensabili ad ogni essere umano — perché è un'abilità alla portata di tutti, e che tutti possono e devono acquisire, come afferma l'UNESCO.
Sono due i motivi per i quali è indispensabile che questa competenza sia il più diffusa possibile e alla portata di tutti:
- Il futuro ancora non esiste
- Gli esseri umani hanno la capacità di immaginare e, per questo, possono imparare ad immaginare il futuro, per diversi motivi e in modi diversi.
Perché la FL è importante
L'essere umano ha imparato a convivere con i cambiamenti fin dall'inizio della sua comparsa sul pianeta, tuttavia, oggi, il ritmo a cui avvengono i mutamenti e/o le trasformazioni sociali, economiche, tecnologiche è talmente accelerato che la mente umana fa fatica, dapprima a riconoscerli e poi ad affrontarli e gestirli. La FL consente di prepararsi per tempo e allenarsi a governare questi periodi anticipandoli.
«Futures Literacy, un'abilità universalmente accessibile che si basa sull'innata capacità umana di immaginare il futuro, offre una soluzione chiara e testata sul campo, alla povertà dell'immaginazione.» UNESCO.
Parlare di FL, apprenderne strumenti e metodi significa 'Lavorare con il futuro' (Roberto Poli) per:
- imparare ad utilizzare il futuro nel presente,
- anticipare gli effetti dei cambiamenti nella vita reale, individuale e collettiva,
- approntare scelte e decisioni robuste, lungimiranti ed efficaci,
- individuare possibili crisi o sfide all'orizzonte,
- realizzare gli obiettivi dell'Agenda 2030 per un mondo più sostenibile per tutti, oggi e domani,
- rinvigorire il senso di fiducia delle persone per un futuro migliore.